Guida al poker

Poker all’italiana: le regole, i punti e come si gioca

Il poker all’italiana è il gioco delle case e dei circoli: cinque carte coperte, mazzo ridotto, l’invito, l’apertura e il cambio delle carte. Qui trovate le regole complete della tradizione, la classifica dei punti (dove il colore batte il full) e le differenze con il Texas Hold’em.

Le regole del poker italiano si tramandano più a voce che per iscritto, ed è per questo che ogni tavolo ha le sue varianti. Quella che segue è la versione più diffusa del poker tradizionale a 5 carte: imparata questa, vi adattate a qualsiasi casa in cinque minuti.

Il mazzo ridotto e la regola dell’11

A differenza del Texas Hold’em, il poker all’italiana non usa tutte le 52 carte: il mazzo si riduce in base al numero dei giocatori. La regola è semplice: si sottrae il numero dei partecipanti da 11, e il risultato è la carta più bassa che resta nel mazzo.

Giocatori Carta più bassa Carte nel mazzo
4 7 32
5 6 36
6 5 40

Il mazzo corto non è folklore: cambia le probabilità delle combinazioni, e di conseguenza la classifica dei punti. È il motivo per cui il colore qui vale più del full, come vedremo tra poco.

Come si svolge una partita, fase per fase

L’invito (il cip)

Prima della distribuzione ogni giocatore versa nel piatto una quota fissa, l’invito, chiamato anche cip. È l’equivalente dell’ante: garantisce che il piatto non parta mai vuoto. Poi il mazziere distribuisce cinque carte coperte a testa.

L’apertura

Il primo giro di parola serve ad aprire il gioco: può farlo solo chi ha in mano almeno una coppia di fanti (o un punto superiore). Se nessuno apre, le carte si ridanno e ogni giocatore aggiunge un nuovo invito: il piatto cresce e la mano successiva pesa di più.

L’apertura al buio

Variante diffusa quasi ovunque: il giocatore alla sinistra del mazziere può aprire senza guardare le carte, al buio appunto, di solito per un importo prefissato. Gli altri parlano dopo, e il buio si gioca la mano con un vantaggio psicologico pagato a caro prezzo.

L’accomodo (il cambio delle carte)

Dopo l’apertura, chi è rimasto in gioco può scartare e sostituire fino a quattro carte. Nelle regole più diffuse chi ne cambia quattro deve mostrare l’asso che tiene in mano. Si può anche rifiutare il cambio e restare «serviti»: un messaggio forte al tavolo, vero o finto che sia.

Le puntate e lo showdown

Dopo l’accomodo si apre il secondo giro di puntate, con le stesse azioni del poker moderno: puntare, vedere, rilanciare o passare (le trovate spiegate nella guida generale alle regole). Alla fine, chi resta mostra le carte: vince il punto più alto. Se tutti passano tranne uno, quello incassa senza mostrare nulla.

I punti del poker all’italiana

La classifica ricalca quella internazionale con una differenza che decide le partite: con il mazzo ridotto fare colore è più difficile che fare full, quindi il colore batte il full. Chi arriva dal Texas Hold’em sbaglia qui la prima sera.

# Punto Nota per chi viene dal Texas
1 Scala reale massima, media o minima (vedi sotto)
2 Poker invariato
3 Colore ⬆ qui vale più del full
4 Full ⬇ scende di un gradino
5 Scala invariata
6 Tris invariato
7 Doppia coppia invariata
8 Coppia invariata
9 Carta alta invariata

Con il jolly nel mazzo esiste anche il pokerissimo, cinque carte dello stesso valore, che batte tutto. Per gli esempi carta per carta e le regole di spareggio complete vi rimandiamo alla guida ai punti del poker: gli spareggi funzionano allo stesso modo.

La gerarchia dei semi

Seconda differenza sostanziale: nel poker all’italiana i semi hanno un valore. Dal più alto al più basso: cuori, quadri, fiori, picche. Un modo per ricordarlo: «Come Quando Fuori Piove», l’iniziale di ogni parola è quella del seme.

La gerarchia entra in gioco solo nei casi di parità assoluta, per esempio tra due scale identiche o due scale reali: niente piatto diviso come nel Texas, vince il seme più alto. Anche per questo lo split pot in Italia è una rarità.

Le scale reali: minima, media e massima

Nel gioco tradizionale la scala reale non è una sola. La massima chiude all’asso (fino all’asso), la media sta nel mezzo, la minima parte dall’asso usato come carta bassa. A parità di tipo decide il seme, secondo la gerarchia di cui sopra.

E qui la tradizione si diverte: in molte case vige la regola per cui la minima batte la massima (ma non la media). Non è una regola universale: è esattamente il tipo di dettaglio da chiarire prima di distribuire le carte, non durante lo showdown.

Strategie di base: si vince sui cambi

Nel Texas Hold’em l’informazione sta nelle puntate; nell’italiana sta nell’accomodo. Quante carte cambia un avversario è un fatto pubblico, e dice moltissimo: chi ne cambia una tiene quasi sempre doppia coppia o un progetto di colore, chi ne cambia tre ha una coppia e poco altro.

Da qui le tre regole del principiante. Primo: ricordate i cambi di tutti, non solo del vicino; a fine mano rileggete lo showdown con quel dato in testa. Secondo: il servito dichiarato spaventa più di un rilancio, ma chi lo finge deve poi puntare da servito, e sostenerlo costa caro.

Terzo: rispettate l’apertura. Chi apre garantisce almeno una coppia di fanti: se dopo l’accomodo punta ancora forte, la sua mano è cresciuta o era già grossa. Contro un’apertura al buio, invece, la prudenza vale metà: il buio per definizione non sa cosa ha.

L’osservazione, del resto, si allena ovunque: anche ai tavoli online senza deposito, dove potete concentrarvi mano dopo mano solo su chi punta, quanto e da che posizione.

Le differenze con il Texas Hold’em

Regola Poker all’italiana Texas Hold’em
Carte 5 private, tutte coperte 2 private + 5 comuni
Mazzo ridotto (regola dell’11) 52 carte
Cambio carte sì, l’accomodo no
Puntate obbligatorie invito (cip) small e big blind
Colore vs full colore batte full full batte colore
Valore dei semi cuori > quadri > fiori > picche nessuno
Giri di puntate 2 4

Sono giochi cugini ma con ritmi opposti: l’italiana è un gioco di pazienza e memoria dei cambi (chi ha preso quante carte?), il Texas un gioco di posizione e pressione continua. Se volete imparare il secondo, c’è la nostra guida al Texas Hold’em.

Domande frequenti sul poker all’italiana

Quante carte servono per giocare a poker all’italiana?

Dipende dai giocatori: si toglie dal mazzo tutto ciò che sta sotto la carta della regola dell’11 (11 meno il numero di giocatori). In quattro si gioca con 32 carte, dal 7 all’asso.

Cosa significa «cip»?

È l’invito: la quota fissa che ogni giocatore versa nel piatto prima della distribuzione. Per estensione, «cippare» significa versare l’invito.

Il colore batte il full nel poker italiano?

Sì: con il mazzo ridotto il colore è statisticamente più raro del full, quindi vale di più. È l’esatto contrario del Texas Hold’em.

Cosa succede se nessuno apre?

Le carte si ridistribuiscono e ogni giocatore aggiunge un nuovo invito al piatto, che quindi cresce. Serve sempre almeno una coppia di fanti per aprire la mano successiva.

Quante carte si possono cambiare?

Fino a quattro, durante l’accomodo. Nelle regole più diffuse chi cambia quattro carte deve mostrare l’asso che conserva. Si può anche non cambiare nulla e dichiararsi serviti.

Il pokerissimo esiste nel poker all’italiana?

Solo se si gioca con il jolly (la matta): cinque carte dello stesso valore battono qualsiasi punto, scala reale compresa. Senza jolly, il punto massimo resta la scala reale.